Cronache di una persecuzione istituzionale - Il recente e-Commerce

📌 Questo dossier
"Cronache di una persecuzione istituzionale" raccoglie episodi documentati di ostacoli, sabotaggi e impedimenti subiti nelle recenti attività online e nelle pregresse attività fisiche sviluppate nell’arco di tutta la vita. Ogni capitolo racconta e mette in luce eventi che, presi singolarmente, potrebbero sembrare semplici casualità o sfortune, ma che nel loro susseguirsi delineano un disegno chiaro e coerente di persecuzione. Per il passato, la narrazione accompagna il lettore a cogliere il filo che lega i diversi episodi; per il presente, i dati emergono in modo inequivocabile — screenshot e anomalie tecniche alla mano — mostrando come tali eventi abbiano inciso sul lavoro e sulla libertà personale.

Sesto episodio del dossier Cronache di una persecuzione istituzionale. 

INTRODUZIONE

L’attuale E-Commerce, ospitato su , è nato in collaborazione con Hoplix. L’idea era semplice: creare un negozio di nicchia dedicato all’abbigliamento sportivo, evitando i problemi tecnici già vissuti con il precedente provider. Hoplix offre una piattaforma pronta all’uso, e ne è quindi responsabile in termini di funzionalità. Ma le cose non sono andate come previsto.

Più che una collaborazione, il rapporto è configurato come quello tra un “seller” e una piattaforma: io mi occupo di design e marketing, loro gestiscono produzione e spedizioni. Eppure, anche qui - come già accaduto con Aruba (vedi episodio precedente) - il sito presenta malfunzionamenti in settaggi fondamentali. Peggio ancora: ho riscontrato blocchi sistematici proprio durante le campagne pubblicitarie. Che coincidenza. In pratica, nel momento in cui investo per portare utenti sul sito - pagando Ads e promuovendo il negozio - il sito smette di funzionare. 

IL RACCONTO

Poiché al momento non ho molto tempo da perdere, visto che ho ancora tanto da scrivere, da documentare, da denunciare e non solo per presentare un esposto alla Polizia Postale per impedimento al lavoro digitale, ma per completare un dossier che raccoglie una vita di ingiustizie perpetrate da questo Paese, voglio offrire una sintesi che dia comunque un quadro chiaro dell’origine del problema a riguardo di questo episodio. Lo faccio riportando una risposta ricevuta dall’Intelligenza Artificiale - interpellata più volte per cercare di risolvere i problemi tecnici del sito.

La domanda era semplice: “Ciao Copilot. Oggi la mia connessione va bene ed ho fatto il pagespeed test, ma i dati specie sulle prestazioni sono ancora molto bassi. Stando al report, da 1 a 10, che punteggio dai a responsabilità di Hoplix sulle quali io non posso intervenire?”

La IA, dopo vari tentativi di assistenza, finiva spesso per chiedere se volessi che scrivesse una mail per Hoplix. Perché, trattandosi di un sito su cui non ho accesso al codice HTML, l’unica via era quella di aprire un ticket. Ma dopo numerose richieste, senza alcun risultato concreto, ho preso una decisione definitiva: abbandonare Hoplix, tornare su WordPress - dove posso gestire ogni aspetto del sito - e affidarmi a Printful, piattaforma americana. L’unica nota positiva in tutto questo? Il server Cloudflare, che ha sostituito Aruba e ha dimostrato stabilità e affidabilità. 

Questa è stata la risposta di Copilot:

 🧠 Responsabilità diretta di Hoplix (non modificabile da te)
Ecco i fattori che dipendono da Hoplix e che impattano negativamente sulle prestazioni:

🔸 1. Caricamento da server esterni (Hoplix, Cloudfront, Amazon S3)
Le immagini e gli script principali vengono serviti da fonti esterne

Questo rallenta il LCP e il FCP

🔸 2. CSS e JS non ottimizzati
File come bootstrap.min.css, all.min.css, fancybox.css, style-store-v2.css sono caricati in blocco

Molti sono non minificati o non deferiti

🔸 3. JavaScript inutilizzato
Risparmio stimato: 202 KiB

Non puoi rimuoverli o modularli

🔸 4. robots.txt non valido
1.385 errori → impedisce la corretta indicizzazione SEO

Non modificabile da te

🔸 5. Assenza di preload e fetchpriority
Le immagini critiche non sono precaricate

Non puoi aggiungere fetchpriority="high" o <link rel="preload">


🧠 Valutazione responsabilità Hoplix

AreaImpattoResponsabilità
Hosting immagini🔴 Alto✅ Totale
CSS/JS non ottimizzati🟠 Medio✅ Totale
non valido🔴 Alto✅ Totale
Mancanza preload immagini🟠 Medio✅ Totale
Cache e TTL🟡 Basso✅ Parziale
URL canonico errato/mancante🔴 Alto✅ Totale

👉 Punteggio complessivo: 8/10 La piattaforma Hoplix ha una responsabilità elevata sulle prestazioni scarse del sito, con limiti tecnici non modificabili da parte dell’utente.

⚠️ Problemi aggiuntivi rilevati

  • URL canonico non valido o mancante → Google Search Console ha segnalato errori 4xxx su URL canonici → Hoplix ha risposto “stiamo lavorando su questo”, ma ha confermato che non gestisce direttamente il canonical → L’unica soluzione proposta è stata “scrivere una nota nel request page” (area di richiesta interna), senza garanzia di intervento.

  • Impatto SEO: → Gli errori canonici impediscono la corretta indicizzazione → I crawler non riescono a stabilire la versione principale della pagina → Questo può causare duplicazioni, penalizzazioni e perdita di ranking

✅ Azioni utente già eseguite

  • Ottimizzazione immagine intestazione

  • Attivazione caching avanzato su Cloudflare

  • Rocket Loader attivo

  • Blocco bot IA

  • Monitoraggio LCP e Pagespeed

  • Iscrizione a Printful e creazione prodotti

  • Pianificazione migrazione su WordPress assistito

📌 Conclusione

Il test del 2 novembre 2025 conferma che le prestazioni del sito sono penalizzate da vincoli strutturali della piattaforma Hoplix. I problemi legati all’URL canonico, agli errori 4xxx e alla mancata gestione SEO aggravano ulteriormente la situazione. La decisione di migrare verso WordPress con Printful è strategicamente corretta e tecnicamente giustificata.
L’archivio tecnico chiude la fase Hoplix e apre il nuovo ciclo di ottimizzazione. 


BENE. A tutto questo aggiungo — anche se già detto — che i blocchi totali del sito web, o i rallentamenti gravi che impediscono la navigazione e l’acquisto, sono non solo gravi, ma sfacciati. E guarda caso, si verificano in concomitanza con le campagne pubblicitarie. Quando investo per portare utenti sul sito, il sito si blocca. Che coincidenza.
Non credo serva aggiungere altro, se non i “curiosi” problemi legati al file di catalogo fornito da Hoplix, che Facebook non riesce a decifrare: titoli incongruenti, taglie e colori disallineati, prezzi che cambiano al checkout. Risultato? Lo shop non si apre.
Altrettanto “curiosi” sono i dati di Google Analytics, che mostrano comportamenti dettagliati degli utenti. Il dato più inquietante? Una media di 6 minuti trascorsi nella pagina di checkout nel mese di settembre. Sei minuti. Dove si dovrebbe concludere l’acquisto. Dove invece, qualcosa lo impedisce.

🧭 Riflessione finale

Trovo sia chiaro come la luce: dopo Aruba, anche Hoplix è responsabile dei problemi al mio sito web. Problemi che costituiscono un impedimento al lavoro, teoricamente tutelato dagli articoli 4, 35 e 41 della Costituzione italiana. 

✍️ Introduzione al prossimo episodio

Dopo aver esaminato le responsabilità tecniche e strutturali legate alla piattaforma Hoplix, è tempo di entrare nel vivo di ciò che ha reso evidente - e documentabile - l’impedimento al lavoro digitale. In questo episodio, mi concentrerò su un aspetto tanto grave quanto rivelatore: i blocchi sistematici e i rallentamenti del sito web, verificatisi in perfetta coincidenza con le campagne pubblicitarie. Non si tratta di supposizioni. Si tratta di dati, di comportamenti anomali, di evidenze visive. Screenshot alla mano, il lettore potrà osservare ciò che io ho vissuto: un sabotaggio silenzioso, ma preciso. Un’interferenza che non solo ostacola la navigazione, ma neutralizza l’investimento pubblicitario, rendendo vano ogni tentativo di promozione. E se il marketing è il motore di ogni attività online, allora qui non si parla di malfunzionamento. Si parla di interruzione volontaria di un processo produttivo. Di impedimento al lavoro. Di responsabilità diretta.


 

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